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Fonteverde, a San Casciano dei Bagni (SI), e Bagni di Pisa, a San Giuliano Terme (PI), con i loro Hotel, servizi di ristorazione, terme e Spa con le piscine termali e i trattamenti; Grotta Giusti, a Monsummano Terme (PT), con i soli trattamenti termali, continuano ad accogliere i loro ospiti. Nel pieno rispetto delle normative vigenti, i tre resort termali toscani di Italian Hospitality Collection si confermano luoghi sicuri grazie alla presenza dei presidi medici e all’applicazione di rigidi protocolli sanitari. In tutte e tre le strutture le cure fangoterapiche, la fangobalneoterapia e le inalazioni sono convenzionate con l’SSN (Servizio Sanitario Nazionale).
Bagni di Pisa, palazzo settecentesco adagiato sulle colline pisane, è aperto al pubblico nella completezza dei suoi servizi e offre l’antica sapienza delle acque termali millenarie nei suoi Bagni di Levante e di Ponente. Il resort ha da poco lanciato un programma innovativo, specifico per ritrovare armonia e benessere in questi mesi difficili: Equilibrium IMMUNO, che si basa su 3 punti di forza, il recupero di un'alimentazione equilibrata, la cura del corpo attraverso l’esercizio fisico e le terapie termali e le tecniche antistress di rilassamento. IMMUNO è un percorso di 7 notti pensato proprio per superare i fattori di rischio e rafforzare il sistema immunitario.
A Fonteverde, palazzo Mediceo su una fonte termale nel cuore della Val d’Orcia, si può rivivere il significato originario di “Salus per Aquam”, ovvero di salute attraverso le proprietà dell’acqua termale, con le sue sette piscine immerse in un panorama mozzafiato. Per ritrovare il giusto equilibrio psicofisico e affrontare al meglio il periodo invernale, Fonteverde ha lanciato un nuovo programma Detox di 7 notti che unisce il potere antiinfiammatorio e antiossidante dell’acqua termale con un regime alimentare specifico e trattamenti che ristabiliscono l’equilibrio dei meccanismi auto depurativi, come il fango termale.
Acqua, pietra, calore, arte e storia, fanno di Grotta Giusti un luogo che risana e rasserena. Immerso in un parco secolare a Monsummano Terme, il resort è attualmente oggetto di lavori di ristrutturazione e accoglie i suoi ospiti nell’area del resort riservata ai trattamenti termali. Per rafforzare le difese immunitarie in vista dell’inverno è possibile prenotare i trattamenti di fangobalnoterapia, le terapie inalatorie (aerosol), massaggi e trattamenti.
È nato Calce Bianca, il profumo di Ostuni. La fragranza d’ambiente, frutto di un percorso di ricerca durato oltre due anni, interpreta e trasmette la tipicità del centro storico di Ostuni, reso famoso dai suoi vicoli medievali. Attraversando la fitta rete delle strade lastricate in pietra e delle case dipinte con calce bianca, traccia gli odori che hanno caratterizzato nel tempo uno dei più autentici “borghi bianchi “di Puglia
Calce Bianca è una fragranza eclettica costruita per esprimere al contempo l’aspetto autentico del borgo antico nelle sue note di agrumi e basilico, il vissuto quotidiano di chi vi abita attraverso le note di caffè, melagrana e mandorla dolce per poi evolvere infine con il vetiver, il sandalo e muschio rappresentando l’ aspetto dinamico e moderno della città di Ostuni.
Ad aver dato vita a questa speciale fragranza la Olfactys, Lab made in Puglia, che ha creato il logo olfattivo di importanti brand nazionali ed internazionali. A contribuire allo sviluppo della fragranza c’è stata l’indiretta partecipazione dell’amministrazione comunale nella persona del sindaco Guglielmo Cavallo, che ha seguito dall’autunno scorso le ultime fasi di campionatura apportando il suo contributo anche nelle indicazioni di qualche nota che ha voluto fosse presente. In particolare oltre alla mandorla, il sentore delle carrube un tempo molto presenti nelle campagne ostunesi. Come una finestra sensoriale sul Mediterraneo il respiro della ‘Città Bianca‘ diventa nel profumo, esperienza realistica ed immersiva ad immagine delle materie prime di origine naturale sapientemente strutturate per far sentire e quindi ricordare il tempo vissuto tra campagne e vicoli di questa parte di Puglia.
La prima apparizione del rossetto, a quanto ne sappiamo, dovrebbe essere avvenuta in Mesopotamia circa 5.000 anni fa. Certamente era ben diverso dall’aspetto che ha oggi, trattandosi di una sorta di tinta a base di elementi naturali, principalmente viola e rosso, per far risaltare le labbra in occasioni speciali sia a uomini che a donne. Cleopatra, invece, utilizzava un rossetto rudimentale ricavato dai pigmenti dei coleotteri e delle formiche. Nell’Antica Grecia, il rosso delle labbra era associato alla prostituzione: chi indossava il rossetto vendeva il proprio corpo. Contrariamente alla cultura greca, le donne romane tingevano le labbra di rosso per evidenziare il proprio alto status sociale. Nel 1650, il Parlamento britannico dichiarò illegale il rossetto o, come allora veniva chiamato, il “vice of painting“, il vizio della pittura. La proposta però non divenne mai legge.
A conferirgli l’attuale forma a lipstick odierna è stato un americano, Maurice Levy, nel 1915. Ad oggi, il rossetto è , forse, il più rappresentativo e ricercato simbolo della cosmetica. Un accessorio di cui una donna non riesce proprio a farne a meno, nonostante il suo costo, a volte , eccessivo. Il prezzo non varia solo a seconda della qualità del prodotto, ma dipende anche dal packaging utilizzato e dal nome del brand. Le confezioni, se realizzate con materiali particolari, incidono tantissimo sulla cifra.
Il mondo del beauty è molto vasto ed è facilissimo perdersi. Per tale ragione è stata realizzata una classifica dei 10 top lipstick più costosi al mondo.
COUTURE BEAUTY DIAMOND (14 milioni di dollari)
Il rossetto è contenuto in un prezioso involucro: 1.200 diamanti rosa. L’acquirente riceve ricariche gratuite a vita, sconti e assistenza telefonica.
GUERLAIN KISSKISS GOLD AND DIAMONDS (62.000 dollari)
Un prezzo tanto elevato è giustificato dalla custodia in oro e diamanti. Questo esclusivo rossetto viene venduto in 15 diverse tonalità, con un pennello per labbra e, fortunatamente, è ricaricabile. È un’edizione limitata.
SISLEY HYDRATING LONG LASTING (60 dollari)
Questo rossetto è infuso con vitamina C e vitamina E, che agiscono come antiossidanti. Inoltre, contiene Calendula per ammorbidire le labbra.
LA PRAIRIE CELLULAR LUXE (55 dollari)
Il rossetto esalta la bellezza delle labbra idratandole e condizionandole, anche grazie a rassodanti di caviale. La custodia del rossetto è in argento.
TOM FORD LIP COLOUR (54 dollari)
Tom Ford ha una vasta collezione di 116 tonalità, con diverse texture e in varie gamme. Ogni rossetto contiene ingredienti esotici tra cui estratto di semi di soia, burro di murumuru brasiliano, olio di fiori di camomilla.
KANEBO SENSAI INTENSE LASTING (40 dollari)
Sensai vende questo rossetto inodore basato su un ingrediente esclusivo e prezioso: il Koishimaru Silk. Grazie ad esso, oltre a proteine e vitamine, le labbra diventano morbide e rimangono protette a lungo.
GIVENCHY LE ROUGE (36 dollari)
Il rossetto Givenchy Le Rouge è conosciuto per la sua brillantezza e per le sue finiture cremose. Molti pensano che si tratti di un rossetto dal colore rivoluzionario.
CHRISTIAN DIOR ROUGE (34 dollari)
Questa serie di rossetti ha una nuova formula Dior e 32 tonalità diverse. Il n. 999 è uno dei più famosi ed è stato ribattezzato “Il rosso Dior“, un rosso che dicono sia adatto a tutte le donne.
DOLCE & GABBANA MONICA VOLUPTUOUS (34 dollari)
Il rossetto prende il nome dalla musa ispiratrice di D&G: Monica Bellucci. I colori di questo rossetto incarnano la bellezza e la sensualità dell’attrice italiana. È una collezione di 24 colori.
ESTEE LAUDER PURE COLOUR ENVY SCULPTING (30 dollari)
Si tratta di una delle marche più popolari tra le dive di Hollywood. Estee Lauder lo descrive come sensualmente morbido e liscio, in grado di donare una copertura piena ed un intenso colore modellante sulle labbra.
“Una donna senza profumo è una donna senza avvenire”: parola di Cocò Chanel. Da sottile arte quasi magica si è passati all’industrializzazione e alla produzione di massa e la scelta per i consumatori tra le varie fragranze è vastissima. Cosa potrebbe succedere, però, se ciascuno di noi potesse avere un profumo esclusivamente suo perché basato sul proprio DNA? È questa l’idea di quattro studenti (Eugenia Mantovan, Alberto Masi, Fabio Di Giovanni e Nestor Brakus) che stanno partecipando alla ‘The Mark Challenge’ dell’Università di Monaco: creare un profumo basandosi sull’HLA.
In che consiste l'HLA?
HLA è l'idea di una start up innovativa in campo beauty. Il concept è quello di creare un profumo (e continuare con una linea di creme corpo e dopobarba) sulla base del DNA di ogni persona.
All'interno del DNA è presente un complesso molecolare che determina il nostro odore, chiamato HLA. Isolandolo ed analizzandolo è possibile categorizzarlo in archetipi che vengono matchati con mix di spezie e fragranze per ottenere un profumo unico e personalizzato.
Sarebbe possibile creare quindi un profumo basandosi principalmente su questa molecola facente parte del nostro DNA? E come?
Il sistema dell’antigene leucocitario umano (HLA) ha, tra le altre, la funzione di determinare l’odore che emaniamo. Il nostro lavoro si concentra sullo studio delle sequenze del DNA che sintetizzano le proteine dei feromoni, su sue eventuali variazioni (specialmente tra uomo e donna), e sul complesso molecolare HLA. Servendosi di un software di intelligenza artificiale è possibile automatizzare il processo di analisi dell'HLA e dei complessi feromonici per giungere alla creazione del miglior profumo per il cliente, sulla base delle indicazioni fornite dai nostri mastri profumieri.
Come è nata questa idea di un profumo basato sul Dna di ciascuno di noi?
Nel 2019 il mercato globale dei profumi è stato valutato ammontare a circa 31.4 miliardi di dollari e ci si aspetta che, nei prossimi anni, subisca una forte crescita. Negli ultimi anni si è diversificata la domanda spostandosi dall’iniziale consumo di massa per rivolgersi verso fragranze personalizzate con ingredienti selezionati e di comprovata qualità. Il cliente non ricerca più un prodotto-totem ma desidera che si conformi alle proprie esigenze e personalità. Il nostro obiettivo è di massimizzare la personalizzazione della fragranza basandosi sul DNA.
Quali sono le ricerche che avete fatto per capire come realizzare la vostra idea di un profumo HLA?
Le nostre ricerche si sono sviluppate su più livelli. Inizialmente ci siamo rivolti a professionisti del settore dell’analisi del genoma per capire quali fossero i progetti esistenti in campo estetico e cosmetico. Successivamente abbiamo analizzato progetti preesistenti, alcuni conclusi nella sola fase sperimentale, che si concentravano sulla segmentazione dei diversi complessi molecolari responsabili delle diverse sfumature dell’odore umano.
Avete già fatto delle prove? Siete già riusciti a creare un profumo basandovi sul DNA di una persona?
Al momento no. Siamo un team composto da quattro studenti e i costi di ricerca e sviluppo di un progetto del genere non sono allineati con i nostri budget personali. Inoltre, non disponiamo dell’accesso a laboratori e macchinari necessari per la realizzazione del nostro prodotto. Confidiamo, però, nella ricerca di investitori interessati al progetto e in un aiuto dal punto di vista tecnico per organizzare i vari step.
State partecipando a un contest internazionale per questo progetto, potete parlarcene?
La ‘The mark challenge’ è un contest per idee organizzato dall'Università internazionale di Monaco che collega studenti, professionisti, accademici e dirigenti d’azienda da tutto il mondo. Giunto ormai alla settima edizione premia idee di business orientate al mercato del lusso, che conservino, però, un forte impatto sociale e ambientale. La challenge si articola su tre livelli. Il primo richiedeva la presentazione della propria idea articolata in slides, video esplicativo e financial summary. I team partecipanti sono stati 157, di cui 17 sono stati valutati idonei al passaggio alle semifinali, tra cui noi. Al momento stiamo procedendo alla stesura del business plan che verrà valutato da una giuria internazionale. Se dovessimo passare questa seconda fase di selezione l'appuntamento per la finale sarà l'8 giugno a Montecarlo.
Quale sarebbe il vostro target futuro di riferimento e perché?
La clientela con la quale vorremmo entrare in contatto è quella del lusso che, contrariamente a quanto si immagina, risulta essere sì una nicchia ma molto eterogenea: dal punto di vista delle idee proposte, dei prodotti innovativi offerti, ma anche per quel che riguarda gli stessi appartenenti a questa fascia. Alcuni devono la propria ricchezza all'avvento di internet e al boom dei nuovi lavori digitali divenuti motore economico di una nuova ‘classe abbiente’, disposta a spendere per esperienze e prodotti esclusivi di indiscussa qualità.
Nel 2000 brand esclusivi di moda si sarebbero mai immaginati di ingaggiare come testimonial youtuber ventenni?
Pochissime persone al mondo sono in grado di prevedere le prossime rivoluzioni della società ma, secondo noi di HLA, l’adattamento critico ai cambiamenti è un’abilità fondamentale per chiunque voglia approcciare il mercato con idee imprenditoriali innovative.