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Lo stile e l’arte di un occhiale possono essere davvero frutto della particolare raffinata genialità di chi li crea. E’ il caso di Marco Melis, vera eccellenza italiana del Made in Italy nel settore dell’ottica, che negli anni ha saputo fare di una sua passione, un lavoro prima e un’impresa poi. Oggi sono molti i personaggi anche internazionali, dal regista Spike Lee all’attrice Monica Bellucci, che indossano le sue “creazioni”.

Titolare della Marcomelis Eyewear, Melis ha una sua filosofia per creare un modello o una collezione di occhiali: immaginare ogni singolo pezzo come un accessorio per dare risalto al volto e all’outifit di chi lo indossa. Rispetto ad altre attività, durante i mesi più duri della pandemia, ha stretto i denti continuando a dare lavoro ai suoi dipendenti che sono per lui diventati nel tempo una seconda famiglia. Per continuare a garantire l’esclusività della sua produzione. Ecco perché secondo lui c’è solo un modo per riuscire a salvaguardare l’economia nazionale: proteggere e difendere la qualità italiana evitando il facile abbaglio dei costi di produzione più bassi proposti all’estero ma che alla lunga rischiano solo di fornire alla clientela proposte non di qualità ma grandi numeri.

Il 2020, l’anno della pandemia Covid-19, l’industria manifatturiera italiana ha segnato un calo significativo generale del 14.3% sul fatturato. E questo nonostante gli incentivi statali, come il Bonus Vista, per il settore ottica. Anche lei è convinto, come stabiliscono le indagini di marcato, che nel 2021 vi sarà una ripresa?

Qui dobbiamo fare un passo indietro, prima della pandemia, quando molte aziende sono andate a produrre altrove, causando una crisi ai nostri terzisti. Io in quel momento ho deciso di rimanere in Italia e successivamente con l’arrivo della pandemia ho risposto investendo nei terzisti che erano rimasti senza lavoro. Questo è stato il mio modo di rispondere alla crisi e alla pandemia stessa, utilizzando un periodo di blocco totale per attrezzarmi alla ripartenza. E' stata dura e ancora non so se sono stato bravo o incosciente rischiando parecchio, so solo che oggi i miei ragazzi sono ancora tutti al proprio posto di lavoro e certamente senza di loro non avrei potuto fare niente, devo solo ringraziarli.

Quale potrebbe essere la proposta per il rilancio?

La ripartenza ci sarà e anche proficua per chi ha resistito e ha potuto investire come noi. Stiamo parlando di un ennesimo "dopoguerra", con la differenza che non dobbiamo ricostruire né strade né case, ma reti vendita.

Altro tema scottante è la contraffazione, che paradossalmente nel 2020 ha comunque contribuito in larga scala a perdite ingenti. Come stilista ma anche imprenditore, si sente tutelato e quale sarebbe secondo lei il miglior modo per abbattere il fenomeno?

La contraffazione purtroppo esiste perché esiste la richiesta. Fino a quado con cambierà la cultura delle persone tutto questo non avrà battute d’arresto, malgrado gli sforzi del Governo nel trovare leggi adeguate al caso. Vedo spesso e volentieri bancarelle e mercatini con occhiali di marca di dubbia provenienza e originalità. Dovremmo tutti imparare che se una cosa non possiamo permettercela non è la fine del mondo.

La sua caratteristica è il claim che si ritrova sulle asticelle dei suoi occhiali: “Fatto da un Italiano”. E’ un inno al Made in Italy o una sana fierezza originale?

La frase “Fatto da un italiano” è una mia provocazione, poichè troppo spesso vediamo improbabili  critte tipo “Hand made”, “Made in Italy” etc . Io ho voluto comunicare di più, prendendo le distanze, dicendo la stessa cosa, ma vera!

Da quando è nato lo stile, gli occhiali sono un accessorio strategico per gli outfit di chi è fashion victim. Dica la verità: in questa epoca 2.0, e in vista di quella 3.0, quanto conta la firma di una griffe di prestigio rispetto alla qualità del prodotto?

Facciamo subito una distinzione e permettetemi anche di fare chiarezza. Voglio citare due tipi di realtà produttiva: quella artigianale e quella cosiddetta "a controllo numerico". La prima è intuibile: parliamo di un occhiale completamente fatto mano, che viene tagliato attraverso l’utilizzo di un pantografo, pezzo per pezzo.  Il controllo numerico invece è una sorta di catena di montaggio, dove le montature degli occhiali vengono tagliate in serie da apparecchiature industriali. La differenza è che nel primo caso la qualità del prodotto è garantita, nel secondo c’è comunque un buon livello ma in un contesto in cui il processo di realizzazione nasce per ottenere pezzi nel minor tempo possibile. Fatta questa distinzione, non significa che avendo indosso un modello griffato sia di fatto sinonimo di eccellenza.

Lei ha disegnato montature per personaggi internazionali come Spike Lee e Monica Bellucci. C’è una sostanziale differenza nel creare modelli destinati a questi grandi nomi, rispetto poi a quelli per la clientela di massa?

Come dicevo prima la differenza è l’approccio. Io guardo l’anima delle persone, indipendentemente dalla loro bellezza o estrazione sociale. A me piace prolungare l’anima delle persone e farla risaltare sul volto. Quando ho disegnato gli occhiali a Monica Bellucci ho pensato in un primo momento alla diva che risiede dentro lei, ma era troppo scontato.  Ho scelto quindi di proteggere la sua parte interiore, quella timida. Monica ha voluto sapere ogni singolo procedimento adottato per i suoi occhiali e quando li ha indossati li ha definiti “dei bellissimi guanti”. Gli occhiali per Spike Lee sono nati con una provocazione, ho voluto crearli in una forma che lui non usa mai: con le lenti a goccia ma strani, anima in metallo e borchie in acetato. Praticamente due occhiali in uno. Volevo che avesse un pezzo unico che esprimesse robustezza e stabilità come una sorta di incontro tra due mondi.

Nelle foto in cui lei è con il grande regista americano, notiamo che ridete. Cosa si ricorda di quell’incontro?

E’ stato davvero divertente, ci siamo incontrati al Festival di Venezia dopo la conferenza stampa di un suo film. Ho fatto in tempo a darglieli in quei pochi attimi in cui un personaggio come lui li ha a disposizione. Non appena è stato possibile, mi sono infilato un paio di guanti bianchi e gli ho sporto i suoi occhiali, dicendo: “Hi,  these are your sunglasses”. Spike ha preso i suoi e ha fatto finta di gettarli via ridendo. Anche lui non poteva credere che qualcuno a distanza potesse cucirgli addosso un paio di occhiali.

JAJO madeinitaly nasce da un insieme di esperienze, ricordi e appunti, di Rosario Migliaccio, fashion designer e ricercatore di nuove tendenze nel campo del pret-à-porter donna/uomo. Un concept moda, nel quale il design viaggia di pari passo con l'artigianato made in Italy, outfits e accessori progettati pensando all'uomo e alla donna, che pur amando la praticità, sono alla ricerca di qualcosa che li possa contraddistinguere nel quotidiano.

“AQUA” la collezione Spring/Summer 2021 firmata JAJO madeinitaly, prende spunto dal bisogno del designer di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla preservazione dell’acqua e della sua governance a livello globale. Un urban style composto da capi e accessori la cui trasparenza e la possibilità di trasformazione, ci ricongiungono all'elemento acqua. Impermeabili e giacche realizzati con tessuti trasparenti, felpe in cui predomina la limpidezza del bianco; abiti lunghi con stampe animalier: la giraffa e il maculato come simboli di bellezza, eleganza, intraprendenza e protezione dall'oscurità.

Gli accessori, come al solito, sono trasformabili permettendo di utilizzarli secondo le proprie esigenze, o il proprio gusto. Il bianco domina la cartella colori, accompagnato dal nero, grigio perla, tabacco e tocchi di colori fluo per “accendere” i capi di una nuova luce.

“Con questa collezione dichiara Rosario Migliaccio, vorrei porre l’attenzione sul problema dello spreco dell'acqua, un fenomeno purtroppo globalizzato che si ripercuote di conseguenza sull'ecosistema e sull'ambiente. Fonte di prosperità e risorsa primaria della nostra vita quotidiana, la sua vera forza è la trasformazione: nasce dalla sorgente e giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume.  La sua preservazione, nel nostro futuro dipende da scelte precise, che possiamo compiere ognuno di noi … oggi”.

Skechers annuncia la limited edition Elite Premium Luxe Collection, in arrivo in Italia con quattro sneakers ideate e realizzate con materiali esclusivi. La collezione ha come protagonista la vacchetta, pelle pregiata conosciuta per l'utilizzo che ne viene fatto nel mondo della pelletteria e delle borse firmate, e con la quale Skechers ridisegna le sue silhouette più famose creando versioni uniche realizzate in morbida pelle dalle tonalità nude. 
 
La linea è la prima di una serie di collezioni Elite Premium, create con l'obiettivo di incorporare i modelli chiave delle divisioni Skechers e rivisitarli in chiave luxury, ognuna secondo un concept e un design specifico. La vacchetta dona alle sneakers della skechers Elite Premium Luxe Collection una texture extra soft e una finitura di lusso - dettagli che non passano inosservati e capaci di accontentare anche i consumatori più esigenti.
 
A renderle ancora più uniche è poi il processo di invecchiamento della tomaia: con l'utilizzo le sneakers acquisiranno infatti un loro colore distintivo e una trama inconfondibile. Ultimo ma non meno importante, ad esaltare la naturale bellezza delle diverse creazioni ci pensano le finiture metal abbinate a dettagli satinati. Due texture in grado di donare un tocco elegante e versatile, perfette per creare outfit poliedrici e iconici da mattina a sera.
 
Per questa prima edizione un tuffo nel passato è assicurato dalle Skechers D'Lites Natural Wave. L'iconica sneakers D'Lites - diventata famosa negli anni 2000 - ha un design senza tempo che non invecchierà mai. Con le nuove Natural Wave la strada diventa una vera passerella, la tomaia in pelle cipria e i dettagli in raso le rendono un accessorio imperdibile e iconico.
 
I modelli Skechers Elite Premium Luxe Collection dimostrano che non è necessario sacrificare il comfort per lo stile. Le Skechers Max Cushioning Elite Premium sono perfette per camminare poiché progettate con suola ammortizzata skechers ULTRA GO e soletta Air-Cooled Goga Mat. Il tutto arricchito da dettagli in pelle metal e raso.
 
Per creare un look più street la scelta ricade sulle Skechers GOwalk Arch Fit Golden Era, che uniscono tutta la tecnologia plantare della soletta Arch Fit (realizzata studiando ben 120.000 scansioni plantari, e in grado di offrire il massimo supporto all'arco plantare) all'innovativa suola ULTRA GO, leggera e reattiva, dando vita ad un connubio di comfort ed eleganza.
 
Linee retrò incontrano un lusso moderno con le Skechers Sport Court 92 Honey Doll: le finiture satinate unite ai dettagli in pelle premium e all'intersuola in stile classico creano un perfetto mix tra passato e futuro. Il tutto è completato da dettagli metal e dall'inconfondibile comodità della soletta in Air Cooled Memory Foam. Una sneakers sporty chic che incarna tutta l'essenza della nuova tendenza athleisure.
 

Il mondo della moda è affascinante e complicato allo stesso tempo, entrare a farne parte non è facile come sembra. Marzia Polidori è una giovane imprenditrice di successo che si è saputa rapportare rapidamente al settore digitale, divenendo in pochi anni proprietaria di due negozi di abbigliamento e un brand personale, GLSR. 

 

Marzia, sei un vero esempio di impegno e dedizione per molte giovani donne in carriera. Hai sempre avuto la passione la moda?

Sono sempre stata attratta dal mondo affascinante ed estroso della moda, poter riuscire a toccare con mano tutto ciò che lo riguarda è sempre stato uno dei miei obiettivi più grandi, fin da quando ero più giovane. I miei studi si sono infatti incentrati sul marketing e la pubblicità di questo settore; posso dire che le competenze acquisite si sono dimostrate, ad oggi, essenziali nello svolgimento del mio lavoro. 

Qual è stato il passo più significativo e concreto tramite cui sei riuscita a far diventare quella che era una passione un vero e proprio lavoro?

Beh, sicuramente l’iniziativa per me più importante è stata l’apertura del mio primo negozio qui a Roma, Gloss. Mi ha fatto capire che pian piano i miei sogni stavano prendendo forma. Qualche anno dopo, un altro traguardo fondamentale è stato l’acquisto della licenza di un brand molto di moda negli anni 90, l’ONYX, portato nuovamente in produzione. È stato rivendendone la licenza che ho potuto procedere verso la creazione di un brand tutto mio, GLSR. Senza alcun dubbio, lavorativamente parlando, questi episodi hanno rappresentato per me dei veri e propri successi personali. 

Qual è il tuo rapporto con il mondo del digitale?

Prima ancora dell’apertura dei negozi fisici e della creazione del mio brand, Gloss nasce sui social, in particolare sulla pagina Instagram. Tutto è iniziato sette anni fa, penso di essere stata tra le prime a comprendere l’importanza e l’enorme portata del digitale, decidendo così di investire su quest’ultimo e iniziare a vendere online. Solo dopo, grazie al successo raggiunto, ho potuto aprire il mio primo negozio e da lì iniziare tutto il mio percorso nel mondo della moda. Nell’ultimo periodo inoltre, occupandomi da tanto del settore e avendo un occhio attento, ho potuto comprendere il cambio generazionale e quello di piattaforma da Instagram a Tik Tok. È proprio per questo che ho investito molto nei giovani tik tokers e influencer ed è così che sono riuscita a creare una vera e propria community, adattandomi alle nuove esigenze digitali e giovanili. 

Secondo te, quali saranno le conseguenze del fenomeno della digitalizzazione nel mondo della moda? Maggiori opportunità o, al contrario, meno lavoro per chi non sarà in grado di adattarsi come hai fatto tu?

Sicuramente il digitale ristringerà il campo. Chi riuscirà a stare al passo con i tempi e con le novità avrà un pubblico sicuramente più ampio rispetto chi, invece, rimarrà statico e legato alle classiche abitudini da commerciante. Ciò non toglie che le persone abbiano bisogno del digitale ma anche del negozio fisico e del rapporto in prima persona con quest’ultimo. Perciò, a mio parere, si continuerà sempre più a comprare online ma rimarrà comunque il piacere nell’andare a trovare il negoziante di fiducia, parlare con i commessi, farsi consigliare o comunque mantenere un rapporto diretto e fisico con chi di dovere.  Spero che alla fine dei giochi non si arrivi a un equilibrio.

Come hai affrontato il lavoro durante il periodo di pandemia? Ci sono stati dei momenti di crisi o la tua attività non ne ha risentito?

Durante la pandemia, paradossalmente, le mie vendite sono aumentate; ho avuto l’idea di aggiungere al classico sevizio WhatsApp che tutti i negozi come il mio posseggono, il sito Web. Ho deciso di rischiare investendo denaro, ma alla fine il rischio ha portato guadagno, poiché l’apertura del sito ha indubbiamente generato un aumento delle vendite.  Dunque, posso dire che per me il periodo di pandemia ha rappresentato uno stimolo a non arrendermi e portare a termine progetti che probabilmente sarebbero stati compiuti su una scala temporale più lunga. Anche in situazioni così brutte bisogna sempre cercare il positivo, finché si può. 

Dal momento in cui, come sappiamo, sui social ognuno può esprimere la propria opinione, ti sei mai trovata in situazioni scomode, a contatto con persone che non hanno apprezzato il tuo lavoro?

Certo, quando ci si espone molto sui social è normale ricevere sia complimenti che critiche, nel mio caso molto spesso dietro i profili fake che tendono a insultare si possono nascondere anche molti competitor. A prescindere la mia “strategia” è quella di non rispondere o comunque rispondere sempre con positività anche alle critiche, per mostrare la solarità che mi appartiene. Non è giusto dare un cattivo esempio alle persone che mi seguono e reagire alla negatività con altra negatività, vince sempre il sorriso. 

C’è un consiglio che daresti a chi vorrebbe fare il tuo stesso lavoro per realizzare i propri sogni e concretizzarli come hai fatto tu?

Credere in ciò che si fa è il segreto per raggiungere ogni cosa.  Se hai davvero un sogno o una forte passione prima o poi la magia avverrà, senza che tu te ne renda nemmeno conto. Senza dubbio serve la dedizione e il lavoro ma una volta raggiunto il tuo obiettivo verrai ripagato di tutti i sacrifici. Perché? Semplice, perché quando fai qualcosa che ti piace una giornata passa in un batter d’occhio. Poi certo ti può anche andare male, non sempre le cose vanno come vorremmo, ma la vita è una, tanto vale rischiare!                    

Il marchio di moda italiano Fendi lancia la sua nuova borsa Peekaboo con l'aiuto dell'attrice candidata all'Oscar Naomi Watts. In un breve spot intitolato “Wild Untamed Naomi”, gli spettatori seguono l'attrice, a casa sua, mentre recupera diversi oggetti dalla nuova borsa Fendi. Sorprendente, comico e divertente, il cortometraggio rappresenta l'atteggiamento espressivo della borsa Peekaboo.
 
"Naomi Watts è una persona nota per il suo grande senso dello stile e per essere in grado di passare dall'essere in giro a colpire il tappeto rosso", ha detto Kimmie Smith, cofondatore e direttore creativo di Athleisure Mag, New York. “Vederla indossare capi della casa di Fendi e le loro iconiche borse è un ottimo modo per vedere la loro versatilità.
 
"Penso che quando sei in grado di vedere un marchio nell'ambito della casa di una persona e attraverso varie vignette, aggiunge la personalità della persona che ne è coinvolta", ha detto. "Mette gli spettatori e i consumatori a proprio agio nel vederlo e nel pensare a come può essere indossato o utilizzato nelle loro vite".
 
Il cortometraggio è in collaborazione con Vogue Australia ed è stato realizzato per celebrare l'apertura della nuova boutique Fendi a Sydney. 
 
L'immagine è presa dal nuovo video di Fendi su Youtube al link: https://www.youtube.com/watch?v=VwLj3ZzGR7Q&ab_channel=Fendi
 

Parigi supera New York. La Ville Lumière, dal 2025, dovrebbe infatti diventare la capitale mondiale del fashion. Come riporta l’indice IFDAQ Global Cities Consumer IPX, elaborato per Vogue Business, all’ombra della Torre Eiffel si aggireranno presto il potenziale e la rilevanza dell’industria globale del fashion luxury; brutte notizie per l’Italia, con Milano destinata a perdere la terza posizione a vantaggio di Londra.

L’indice sul quale si è basata la ricerca valuta le città analizzando quattro fattori ponderati in maniera dinamica: l’economia generale, le performance dell’economia legata alla moda, la capitalizzazione di mercato e l’influenza dell’industria. E Parigi è in prima fila per capitalizzare i benefici della Brexit, come la minore competizione con Londra.  New York, da parte sua, perde colpi a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina.

Guardando oltre il 2025, poi, è quasi certo che fino al 2030 le quattro grandi capitali del lusso resteranno Parigi, New York, Londra e Milano, che però perderanno gradualmente importanza in favore di nuovi poli di attrazione, come Tokyo, Los Angeles, Shanghai e Mosca. La città cinese, in particolare, ospita dal 2001 una Fashion week che attrae sempre più buyer internazionali. Per il futuro, tuttavia, l’industria del lusso guarda soprattutto a Mosca, che dovrebbe superare Shanghai per importanza nel 2026 grazie alla forte concentrazione di consumi e ricchezze.

Abiti gioiello e il bikini più costoso dell'estate 2021 realizzato in uno speciale tessuto di velluto nero e completato da una spallina in oro e diamanti. Sono le creazioni principesche della stilista Laura Spreti, nata in Italia ma trasferitasi a Lugano, lei stessa principessa.

Gioielli esclusivi esaltano i tessuti più preziosi per una moda che esprime le tecniche sartoriali italiane: tutti i suoi abiti sono completamente realizzati a mano utilizzando stoffe pregiate e dettagli in diamanti, zaffiri, rubini e smeraldi, su suoi disegni orafi realizzati artigianalmente in Italia. Nel corso della Monte Carlo Fashion Week 2021 e del Amber Lounge F1 Grand Prix, il 21 maggio presenta in anteprima mondiale il bikini con il gioiello che si può sganciare dal costume e indossare come un normale "tennis".

"Normale", si fa per dire: il gioiello che sfila a Montecarlo, infatti, già opzionato da un facoltoso cliente mediorientale, presenta, incastonati, 26 diamanti da un carato a pietra, di particolare purezza (G color VS1 Excellent), la cui quotazione supera i 125.000,00 Euro.

Il marchio di moda italiano Tod's sta invitando i consumatori a un divertente incontro di "The Kates” in un nuovo sforzo per la sua ultima collezione di calzature. La vignetta ci presenta tre modelli disparati, tutti chiamati Kate, tutti con stili diversi della nuova collezione Kate di Tod. Il video si svolge con le tre donne che attraversano Roma in divertenti ma sofisticati pop di colore, per unirsi alla fine e acquistare la nuova collezione.
 
"Questa è una pubblicità divertente in cui puoi farti un'idea di ciascuna delle donne, chi sono individualmente e come si uniscono per mostrare come hanno fatto propria Kate", ha detto Kimmie Smith, cofondatore e direttore creativo di Athleisure Mag, New York. “Ciò che funziona qui è che in varie collezioni c'è uno stile che non è solo classico per un marchio, ma è anche uno stile che le persone adorano. "Quando vedi come questa collezione può essere abbracciata attraverso i tipi di personalità e gli stili di vita, le persone sono in grado di vederla da soli", ha detto. "Questo pantaloncino è un ottimo modo per mostrare come qualcosa può essere indossato vestito su e giù."
 
Lo spot, intitolato “A date with Kate” si apre con la prima Kate. Indossa pantaloni cobalto e mocassini Kate in pelle bianca mentre legge un libro intitolato "Kate" mentre è seduta accanto a una borsa Tod's nera. Una colonna sonora da sala da ballo suonata da una tromba è in sottofondo mentre la prima Kate riceve un messaggio da un'altra Kate. Il tema Kate è tutt'altro che sottile, poiché si tratta di una celebrazione in cui ogni donna ha qualcosa in comune in termini di nome, ma può celebrare la propria individualità sfoggiando in modo diverso i prodotti della nuova collezione.
 
L'inquadratura tocca la prima Kate, presumibilmente in viaggio per incontrare altre Kate, in bicicletta in Piazza Borghese a Roma. Quindi gli spettatori incontrano la seconda Kate. La seconda Kate è in un completo di jeans, indossa le driving shoes Gommino in rosa, anch'esse della nuova collezione. Comincia a portare a spasso il suo bulldog inglese, ma il cane si rifiuta di muoversi o di continuare a camminare per le strade di Roma, portando Kate a suonare il citofono della sua amica mentre si trova di fronte all'edificio della sua amica.
 
Gli spettatori incontrano la terza Kate che è seduta in cerchio, sorridendo giovialmente mentre guarda più di una dozzina di paia di scarpe Tod's. Passa le dita sulla sua collezione di scarpe, guarda fuori dalla finestra e poi dà il benvenuto ai suoi amici e al cane di Kate nell'edificio.
 

La star di Hollywood appassionata di motori Patrick Dempsey è il nuovo volto di Porsche Design Eyewear. Come attore, regista, pilota, Dempsey ha sempre mostrato una spiccata personalità, dai tratti distintivi che incarnano il brand ambassador ideale per Porsche Design Eyewear.

Nella campagna Porsche Design Eyewear 2021, Patrick Dempsey indossa quattro modelli dei nuovi occhiali da sole e da vista. La novità sono il modello Porsche Design P'8688 A Liquid Titanium: occhiali dotati della nuova tecnologia Vision Drive, che li rende occhiali da sole perfetti per viaggiare guidando l'automobile.

Lusso e moda seguono i ritmi di internet e delle nuove generazioni. Proprio da qui nqasce lo studio di Luxe Digital che ha analizzato oltre 3.000 data point di Google, confermando lo strapotere su internet di Gucci. Questo, infatti, è il marchio di lusso online più popolare con il 15,2% dell’interesse di ricerca totale per i beni di lusso. Seguono Chanel con l’ 11,6% ed Hermès con il 10,2 per cento.

Louis Vuitton, Burberry e Balenciaga vedono la loro popolarità online in calo rispetto allo scorso anno, mentre vola Versace. Saint Laurent, Fendi e Lancôme non sono entrati nella top 15 2021, mentre Dolce Gabbana, Tom Ford, Estee Lauder, Moncler e Givenchy, pur fuori dall’analisi, stanno guadagnano terreno e puntano al riscatto nel prossimo anno.

La casa di moda francese Hermès riflette sul valore della creatività e del design in un cortometraggio in coincidenza con l'anniversario della pandemia COVID-19. "Triptych" offre uno sguardo dietro le quinte dello sviluppo e della produzione della collezione donna autunno / inverno 2021 di Hermès. Con le candide intuizioni di Nadège Vanhée-Cybulski, direttore artistico del prêt-à-porter femminile, e Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès, il video parla di questo momento unico ed emozionante nel tempo.
 
"La lotta di Hermès durante la pandemia rispecchia la storia del suo fedele cliente", ha affermato Chris Ramey, presidente di Affluent Insights, Palm Beach. "Dimostra la premura di creare la donna Hermès rafforzando i valori che attraggono i suoi clienti."
 
Diretto da Sébastien Lifshitz, il corto prende il nome dall'arte che è diviso in tre sezioni, tipicamente un'immagine o un rilievo scolpito su tre pannelli e incernierati insieme. Segue lo sviluppo della performance della collezione autunno / inverno, che ha preso la forma di una performance in tre atti a New York, Parigi e Shanghai.
 
Il video, che dura quasi nove minuti, inizia con la signora Vanhée-Cybulsk che torna alla maison per iniziare a disegnare la collezione durante la chiusura. In un'intervista, descrive la creazione di una collezione come un rito sacro, ma ammette di aver inizialmente sentito un vuoto creativo quando le è stato assegnato il compito di progettare durante la chiusura.
 
Presto si rese conto che la situazione le dava l'opportunità di immergersi più a fondo nella sua immaginazione senza distrazioni o critiche esterne. Descrive la sua filosofia di design come "resistenza", concentrandosi sull'individualità e sul comfort invece che sulla malinconia del clima. Oltre agli scatti della signora Vanhée-Cybulsk in un'intervista da seduti, "Triptych" include filmati di lei e del suo team che si adattano alle modelle e fotografano la collezione. I primi piani persistenti si concentrano sui ricchi dettagli dei pezzi, come cuciture a mano e perline. Anche il signor Dumas parla, condividendo come la signora Vanhée-Cybulsk e il suo lavoro hanno plasmato la donna contemporanea di Hermès come qualcuno che è indipendente e assertivo.
 

YATAY, brand di sneaker etiche e sostenibili Made in Italy, ha annunciato la collaborazione con Hadoro, azienda parigina di accessori tecnologici di lusso, con l’esclusiva capsule composta da una sneaker e da una cover per iphone. 
 
Entrambi i prodotti sono proposti nelle due versioni colore giallo fluo e burgundy con dettagli oro, progettati e realizzati secondo la filosofia green di YATAY, con la nuovissima Hadoroearthcollection, l’innovativo materiale sostenibile, vegan 100%, da plastica riciclata e dal mais, testurizzato per l’inconfondibile effetto “alligator” tipico del brand francese. Un materiale sofisticato, molto resistente e leggero, quasi la metà del corrispettivo in pelle.
 
Umberto de Marco, Fondatore YATAY, ha commentato: “Dal 2018 YATAY si è impegnata a cambiare il settore della moda, puntando su una produzione tutta sostenibile grazie all'uso di materiali eco-compatibili, anche in un contesto lusso. Siamo entusiasti di unire le forze con il team Hadoro nel loro percorso per diventare sempre più green, partendo proprio da questa collaborazione accessibile a livello globale. Penso che questa partnership rappresenti per noi un connubio perfetto tra sostenibilità e lusso e segna una rivoluzione nel settore.” 
 
Gualtiero Giori, Direttore Esecutivo Hadoro Paris, ha dichiarato: «La collaborazione tra Hadoro e YATAY nasce da una forte volontà di condivisione, la condivisione di un obiettivo importante, quello di unire la green technology di YATAY al design sofisticato di Hadoro per dare il via ad una vera e propria rivoluzione. Ringrazio YATAY per questa opportunità unica di far parte del cambiamento”.