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Conclusa domenica 5 maggio la “Festa del riccio di mare 2024” organizzata dalla Comunità Slow Food del Riccio Di Mare di Santa Marinella e Civitavecchia in collaborazione con l'associazione CiboFuturo e la Condotta Costa della Maremma Laziale, con il supporto dell’ARSIAL, del Comune di Santa Marinella e della Fondazione Cariciv per informare cittadini e operatori economici della grave situazione relativa alla sopravvivenza di questo echinoderma.

La manifestazione, il 19 aprile ha ospitato un Convegno scientifico nazionale presso la Capitaneria di Porto di Civitavecchia. La stessa Capitaneria la FAO ed i ricercatori dei tre facoltà universitarie hanno insieme definito, forse come mai prima, un quadro completo e certamente preoccupante, ma hanno anche indicato alcune possibili azioni, ipotizzando un percorso congiunto con un plauso all’iniziativa auspicando che divenga un appuntamento fisso.

Dal 2 maggio poi una serie di incontri con cittadini ed alunni delle scuole, ha permesso di diffondere una sorta di crociata in difesa di …Ciccio il Riccio, mascotte della festa;I piccoli in particolare hanno preso molto seriamente la loro missione di difensori del riccio, e la Comunità conta di rinnovare questo effetto con una campagna estiva sulle spiagge della città.

“Oltre il riccio” La gara gastronomica fra ristoratori Ideata e gestita da CiboFuturo ha rappresentato un elemento importante nella strategia di difesa dell’echinoderma. Una gara con una formula innovativa, arricchita di spettacolarità, disseminazione sui social, riconoscimenti e premi. L’idea è proporre una ricetta alternativa da offrire al cliente che dovesse chiedere   "i ricci locali" la gara si è svolta alla Casina Trincia, messa a disposizione dall’amministrazione di Santa Marinella ed attrezzata per l’occasione con una cucina professionale, nella sfida al sapore di mare. Hanno prevalso Serena Federzoni e Claudio Scipione, del ristorante Mylord di Civitavecchia, con il loro “L’anemone sa di mare” secondo il raffinato “Tagliolino al Gobetto” di Tommaso Fiorucci di Acquamarina, Santa Marinella, terzo posto per Simone Tumolo, de “La Piazzetta” con l’intrigante “sembra riccio ma non é”.

Plauso della giuria anche per i giovanissimi chef de “I Cardinali “, con “Quasi un riccio”, e del patron del “Borghetto Bistrot” con I “Gnocchetti al finto riccio”.

Degustati anche dai presenti i piatti fuori concorso realizzati degli chef Piero Berardi e Fabrizio Fraschetti.

In chiusura importante la riflessione finale fatta insieme al Sindaco Tidei e ai rappresentanti dell’amministrazione Minghella e Fratarcangeli sulla grande potenzialità che un’offerta qualificata improntata sulla sostenibilità, e in qualche modo sostenuta dei principi di Slow Food, possa oggi essere, sia per i visitatori stranieri che per quelli italiani, un ulteriore elemento di scelta per qualificare l’offerta delle due città. C’è molto da lavorare, ma già considerare seriamente questa opzione sarebbe un buon passo avanti. Ed ultimo ma non ultimo, quelli che hanno chiesto “ma poi si magia il riccio?” hanno potuto assaggiare deliziosi “ricetti di cioccolata” preparati per l’occasione!

I ristoranti più “in” della capitale restano al buio. L’ARCS Roma (Associazione Ristoranti Centro Storico) ha infatti aderito a #blackoutdinner, l’iniziativa ideata da Andrea Graziano come forma di protesta contro i rincari di gas ed energia elettrica che stanno investendo il Paese.

"Spegniamo la luce per non spegnere il lavoro" è lo slogan ripreso dai ristoratori dell’ARCS, che per un’ora hanno spento le luci dei propri locali, lasciando accese solo le candele. E così nei locali più frequentati dal jet set romano, da politici di fama internazionale, sportivi, attori e vip di ogni genere, la luce artificiale ha lasciato spazio (dalle 20 alle 21) a quella naturale delle candele.

«Abbiamo voluto, come Associazione Ristoranti Centro Storico di Roma, aderire - spiega Lorenzo Lisi del Ristorante Pierluigi - ad un’iniziativa che sta unendo l’Italia, a causa del rincaro delle bollette luce e gas. L’aumento ha superato ogni possibile soglia prevedibile e rischia di vedere, non solo il comparto della ristorazione in crisi, ma anche tutto l’indotto».

«Ci troviamo di fronte ad un rincaro che non può essere del 200% rispetto a ottobre 2021, soprattutto dopo i due anni trascorsi con la pandemia. Il comparto è destinato a morire e con noi tutta la filiera e tutti i dipendenti.
Gli aumenti – precisa Lisi – sono visibili su ogni segmento della filiera: fornitori dell’agroalimentare, carne, pesce, pane, uova, ma anche i semplici trasporti sono aumentati di costo oppure il cartone per i contenitori e così via. Con prezzi alle stelle e inflazione senza freni, un intero comparto va allo schianto. Aumentare i prezzi al nostro pubblico non sarà la soluzione, in quanto i rincari luce e gas arriveranno anche a loro».

«Ci aspettiamo – conclude Lisi – una politica a difesa di una delle eccellenze del nostro Paese, ma ad oggi non si è visto un vero sostegno ed un intervento risoluto. A rischiare non è soltanto la ristorazione, ma tutto il mercato del lavoro e tutte le famiglie italiane».

Rossi intensi, delicati rosé e bollicine: cinque vini da gustare durante le festività natalizie, perfetti in abbinamento a piatti classici della tradizione e non solo, scelti da Mondodelvino tra la ricca offerta delle sue cantine dislocate tra Piemonte (Cuvage e Ricossa), Romagna (Poderi dal Nespoli) e Sicilia (Barone Montalto).

Acquistabili anche online direttamente dall’e-commerce del sito di Mondodelvino che si inserisce in una piattaforma multicanale che unisce gioco, esperienza e incontro, valorizzando l’esperienza di acquisto attraverso soluzioni digitali e smart come il test “Che vino sei?”, una guida virtuale che suggerisce il vino più adatto ai propri gusti ed esigenze in base alle preferenze poste in cinque semplici quesiti.

Cuvage Nebbiolo d’Alba Doc Rosé Brut

Perfetto in abbinamento a una tartare di tonno per la cena della Vigilia di Natale, il Cuvage Nebbiolo d’Alba Doc Rosé si distingue per grande eleganza ed equilibrio: di colore rosa cipria, dal perlange fine e molto persistente, al naso presenta delicati sentori di petali di rosa e noce moscata.

Prugneto Romagna Doc Sangiovese Superiore di Poderi dal Nespoli

Ideale da degustare in accompagnamento ai tradizionali cappelletti in brodo per il pranzo di Natale, il Prugneto Romagna Doc Sangiovese Superiore della cantina Poderi dal Nespoli è sinonimo di intensità e freschezza: di colore rosso rubino brillante, dal profumo di frutta rossa, al palato presenta tannini morbidi e note di mela, ciliegia e prugna con un retrogusto speziato e persistente.

Ricossa Nizza Docg

Ottimo abbinato alle carni, in particolare con il filetto di manzo arrosto, il Nizza Docg della cantina Ricossa è un vino rosso sorprendente e rotondo: di colore rosso intenso con riflessi violacei, è caratterizzato da sentori eleganti e balsamici di timo e salvia, con un finale di vaniglia, liquirizia e note di cacao.

Passivento Terre Siciliane IGT di Barone Montalto

Eccellente abbinato a una selezione di formaggi, il Passivento Terre Siciliane IGT di Barone Montalto è un vino ricco e corposo: dal colore rosso scuro intenso, presenta un naso opulento di fichi caramellati e frutta matura, un corpo importante, equilibrato sia in rotondità che in persistenza.

Cuvage Asti Docg Acquesi

Dedicato agli amanti della dolcezza e dell’aromaticità, l’Asti Docg Acquesi della cantina Cuvage è perfetto per brindare con il classico dolce del Natale, il panettone. Dal colore giallo paglierino, al naso è fresco e intrigante, presenta sentori di fiori bianchi, pesche e scorza d’agrumi.

Nella bellissima sede della biblioteca della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, all’interno di forte Michelangelo, si è svolto il convegno “Riccio Di Mare tra prelibatezza ed estinzione”, organizzato dalla Comunità Slow Food del Riccio Di Mare di Santa Marinella e Civitavecchia, con il supporto della Fondazione Cariciv, del Comune di Santa Marinella, della Condotta Slow Food Costa della Maremma laziale e dell’Associazione CiboFuturo.

É stata opinione condivisa che il panel, composto da relatori di altissimo livello, tra i quali Maissa Gharbi della Commissione Generale Pesca del Mediterraneo - FAO, Sergio Scanu, del Laboratorio Oceanologia UniTuscia, Simone Marzeddu e Luca Muzzioli dell’Università “La Sapienza”, abbia condiviso informazioni e contenuti di alto interesse che hanno grandemente ampliato l’orizzonte di conoscenze necessarie a contrastare i rischi di estinzione dell’echinoderma. Da parte sua, il Comandante della Capitaneria di Porto Salvatore Marchese, Capo Servizio Operazione per l’ambiente e difesa costiera, ha condiviso con il pubblico importanti informazioni e considerazioni sullo scenario relativo alla lotta al bracconaggio e fornendo dettagli e numeri. Insieme alle criticità, il Comandante Marchese ha anche sottolineato le opportunità di collaborazione sia con il corpo scientifico di riferimento, sia con la popolazione locale per attività di sensibilizzazione contro la pesca illegale ed azioni concrete di vigilanza volte a ripopolare la risorsa.

«Come Comunità del Riccio di Mare – ha detto il portavoce Angelo Fanton – siamo molto soddisfatti di un incontro che va a riempire un vuoto nella circolazione di informazioni sull’argomento, e di questo ringraziamo tutti quelli che hanno aderito all’iniziativa e l’hanno resa possibile. Questo convegno, che contiamo di ripetere il prossimo anno per fare il punto sui progressi, ha spaziato dalla descrizione dei rischi del bracconaggio, alla testimonianza del rappresentante dei pescatori Patrizio Vinci, fino al contributo delle esperienze che ci vengono da luoghi anche molto vicini, come quelle in corso sull’isola di Procida. Ora – ha concluso – abbiamo tanti spunti su cui riflettere, tanto lavoro da fare, tanti cittadini con cui parlare perché condividano con noi questa iniziativa. Ora concentriamoci sulla prossima Festa del Riccio!”.

La Festa, il cui inizio è stato spostato per ragioni tecniche al 2 maggio, prevede una gara tra ristoratori per la migliore alternativa al riccio e incontri con i cittadini con laboratori per i piccoli, show cooking e altre iniziative.

A Menaggio, la pizza diventa Gourmet grazie alla collaborazione tra la raffinatezza gastronomica del Grand Hotel Victoria Menaggio Concept & SPA e Le Specialità di Milano, partner di una serie di serate che accompagnano l’ospite in un viaggio culinario.

Da giovedì 16 settembre, il Ristorante Lago offre infatti un menu dedicato agli amanti della pizza. Pensato a 4 mani con lo storico ristorante Pizzeria Le Specialità che in  oltre quarant’anni di attività, in pieno centro a Milano, ha approntato un menu di oltre cinquanta tipi di pizza, anche nelle varianti gluten-free e con impasto integrale.

Star del giovedì gourmet al Grand Hotel Victoria Menaggio sarà la Como Lake Pizza, una celebrazione dell’identità culinaria lacustre attraverso prodotti tipici.

Il Grand Hotel Victoria di Menaggio rappresenta indubitabilmente la nuova frontiera del lusso a cinque stelle sul Lago di Como.

Capolavoro liberty di fine ‘800 completamente rinnovato, arricchito da bellissimi giardini e aree di relax e circondato da viste mozzafiato sul lago e le sue montagne, il Grand Hotel mira a valorizzare e celebrare i concetti dell’arte e del Made in Italy.

Moltissimi Vip sono già stati conquistati dalla sua atmosfera. Tra gli altri il modello e attore, Stefano Sala, Benedetta Mazza (la cui popolarità è legata alla partecipazione a Miss Italia nel 2008), la cantante e influencer Roberta Ruiu (ex esponente della più iconica girl-band italiana, le Lollipop).

E poi ancora l’attrice, conduttrice  e scrittrice Giorgia Wurth, nota per il ruolo della passionale Tessa Taviani nel serial di Canale 5 “Le tre rose di Eva”, e la conduttrice televisiva Adriana Volpe.

Gioosto, la piattaforma di “social e-commerce” multimarca Made in Italy, interamente dedicata alle aziende sostenibili ha festeggiato il suo primo compleanno con il “Good Friday”. Nella settimana del Black Friday, acquistare in modo etico, sostenibile e generativo è una scelta alla portata di tutti, oggi anche online.

Presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, lo chef Alessandro Circiello di Palazzo Brancaccio ha preparato un menù speciale, utilizzando alcuni dei prodotti solidali e sostenibili in vendita sulla piattaforma Gioosto. Durante la preparazione delle ricette, il co-founder di Gioosto, Leonardo Becchetti, ha seguito lo chef passo-passo, raccontando le storie dei prodotti utilizzati.

I piatti preparati dallo chef Circiello sono stati distribuiti da Foodmidable, il progetto di Bar Banqueting per il food delivery che collabora con Gioosto e testati da alcune famiglie.

Contemporaneamente, a Benevento, il ristorante Alimenta Bistrot di Benevento ha proposto un altro menù sostenibile, cucinato dalle sapienti mani dello chef Pasquale Basile che distribuirà ai propri clienti un pranzo completo e “giusto” cucinato sempre con alcuni dei prodotti della piattaforma Gioosto.

Il progetto è stato presentato da Luca Raffaele (Presidente di Gioosto): «La nostra è una forma di e-commerce sostenibile, nata con l’idea di promuovere e mettere insieme aziende che responsabilmente si occupano di vendere con un giusto prezzo e di produrre con un giusto rapporto con i lavoratori, dando un occhio al rapporto con l’ambiente. L’obiettivo è quello di creare anche delle reti all’interno del territorio, per ripensare anche una logistica e avvicinare questi prodotti al consumatore finale. Tutto questo sarà possibile anche alla bellissima collaborazione instaurata con il servizio di delivery Foodmidable. In questo modo chi usufruisce di un’unica piattaforma, può avere diverse scelte a disposizione».

La scelta etica di Gioosto è stata spiegata dal suo cofondatore, Leonardo Becchetti: «Gioosto nasce dopo aver incontrato tantissime storie stupende di reinserimento sociale, sostenibilità ambientale e produttori che riuscivano a mettere insieme la qualità del prodotto e l’impatto sociale ambientale; da qui abbiamo desiderato essere loro partner, soprattutto per lanciare un’idea fondamentale: il mondo può cambiare, se noi votiamo con il portafoglio. Noi cittadini siamo, infatti, la domanda del mercato e non dobbiamo chiedere a qualcun’altro di risolvere i nostri problemi: possiamo risolverli con le nostre scelte mettendo insieme la qualità, la sostenibilità ambientale e la tutela del lavoro. Dobbiamo coniugare i buoni prodotti con la capacità di cambiare le cose».

Andrea Azzarone (Amministratore unico di Bar Banqueting, società che sta sviluppando il progetto Foodmidable) ha parlato della collaborazione Gioosto-Foodmidable: «Questo progetto presentato dal gruppo Gioosto ci è piaciuto da subito. Con Foodmidable, infatti, abbiamo deciso di prendere le loro materie prime e realizzarle con il nostro chef Alessandro Circiello, in piatti pronti per la casa».

Grazie alla collaborazione con Focsiv anche l’agrichef stellato Diego Scaramuzza de La Cascina di Venezia, ha proposta una sua videoricetta di stagione per il compleanno di Gioosto, utilizzando il riso carnaroli della campagna "Abbiamo riso per una cosa seria": un progetto di Focsiv che valorizza le produzioni familiari di riso in Italia e nel Mondo, insieme con gli agrichef di Coldiretti, e che punta alla tutela del suolo e dell’agricoltura svolta in modo etico e sostenibile.

Sulla piattaforma Gioosto saranno disponibili pacchi speciali, con i prodotti utilizzati nelle diverse ricette, per poter replicare anche a casa le proposte degli chef e contribuire concretamente a supportare quelle tante realtà che non solo producono ottimo cibo, ma lavorano ogni giorno per valorizzare le persone, il territorio e le comunità locali.

Enjoy Good Friday!

“Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è mangiato bene” diceva Virginia Woolf e qualcuno deve aver preso in parola la scrittrice britannica. Qualcuno che, tra Frascati e Roma, ha deciso di portare sapori di una cucina ricercata, ma al contempo senza esasperare i tecnicismi, in un territorio molto legato alla tradizione come quello dei castelli romani.

Il Ristorante Ninkasi, infatti, è il giusto connubio tra ricercatezza delle materie prime e convivialità, il tutto mixato in un ambiente familiare, ma che strizza l’occhio ad un’eleganza minimal. Ponete tutto ciò nel contesto della serata di San Valentino appena trascorsa e capirete come amare bene e mangiare bene, parafrasando la Woolf, siano pensieri in linea con il lusso di concedersi una serata diversa, ma elegante.

Davide e Beatrice – i due giovani ma preparatissimi e dinamici proprietari del ristorante – accompagnano i loro clienti in un turbinio altalenante di gusti, sapori e accostamenti culinari che, pur rimanendo fermi alle porte di Roma, ci accompagnano in un vero e proprio tour gastronomico tra Italia, Europa e Asia.

E quale occasione migliore per creare alchimie e accoppiate vincenti, se non quella della cena di San Valentino? Lì dove l’amore regna sovrano, dove l’idillio viene prima di tutto e si azzerano i problemi, è proprio lì che chef Davide ha regalato intense sensazioni con i suoi piatti. Forti e decisi come un amore che supera le difficoltà, ma anche dolci e suadenti come il romanticismo e la passione di una coppia.

L’apertura con un trittico di antipasti spiana la strada alla fantasia. Nella cheesecake la crema di datterino arrosto va a cercare il proprio connubio con il prosciutto iberico, mentre la crocchetta di spalla di manzo brasata scatena tutta la sua sensualità non appena si assapora il ripieno. A completare il trio, la tradizione incontra la contaminazione: il bao, classico panino cinese cotto a vapore, abbraccia la battuta di scottona e seduce il palato in un mix perfetto con le puntarelle.

Il risotto al barolo chinato nasconde la punta forte e decisa della serata: un mix di salsiccia di nero dei Nebrodi e scaglie di pecorino. La bocca si riempie di gusto e sensazioni contrastanti, specie se accompagnata da un buon vino proveniente dalla ricchissima selezione che il Ninkasi propone ai suoi ospiti, sapientemente consigliati dalla proprietaria Beatrice.

In attesa della parte dolce finale, per il secondo chef Davide gioca, ancora una volta, tra classico e innovativo. Un galletto di Vallespluga cotto a bassa temperatura, accompagnato da un’insalatina di olive nere, finocchi e arance, accarezza il palato con delicatezza e brio. Il millefoglie, rigorosamente a forma di cuore, accompagnato da crema e cioccolato è un must irrinunciabile!

San Valentino, insomma, è stata una gemma memorabile, ma al Ninkasi ogni esperienza è ripetibile grazie al menù dinamico e in continuo aggiornamento, ma soprattutto grazie alla dedizione e alla cura del dettaglio.

Gucci Osteria sbarca a Tokyo. Il ristorante italiano contemporaneo, creato da Massimo Bottura con il marchio di moda del lusso, aprirà i battenti a Ginza nel 2021.

Situata all’ultimo piano di Gucci Namiki, l’Osteria di Tokyo sarà curata dallo chef tre stelle Michelin Massimo Bottura in collaborazione con Karime Lòpez. Il ristorante sarà il terzo fiore all’occhiello per Gucci Osteria, che ha aperto a gennaio 2018 al Gucci Garden di Firenze ed a Beverly Hills nel febbraio 2020.

Gucci Osteria sono una serie di ristoranti contemporanei che condividono gli stessi valori e principi. Catturando l’energia giovanile incarnata nella Maison Gucci e la filosofia dello chef Massimo Bottura, Gucci Osteria è sempre contemporanea nel suo presente, ma è sempre proiettata verso il futuro.

Il Marina Del Nettuno situato al centro di Messina, nell’omonimo porticciolo turistico, offre un’esperienza esclusiva per trascorrere una serata d’eccezione in riva alle acque dello Stretto.
Lo scenario da sogno fa da cornice ad una cucina elegante, raffinata, efficace. La cucina, guidata da Pasquale Caliri della scuola di Gualtiero Marchesi, fa dell’impeccabilità la regola in un contesto che riscuote consensi di pubblico e della critica nazionale e internazionale.

Comincia con una lettera, scritta direttamente dallo chef Pasquale Caliri, il percorso di degustazione del Marina Del Nettuno, che promette emozioni sino alla sinestesia.
E sono promesse mantenute. Territorio, sapori, colori e soprattutto tanto gusto. Ogni piatto “ti prende con la forchetta, ma arriva al cuore”. Le acque dello Stretto di Messina, dove a pochi metri dalla cena i fondali illuminati pullulano di pesce, regalano il miracolo di una cucina originale, unica e sorprendente.

 

IL MENÙ DEGUSTAZIONE

Premiato al festival della Marineria presso la base Navale di Messina, “Omaggio alla Marina Militare” è un lingotto di panna cotta alla vaniglia, intrecciato con inde di Blue Curaçao e piccole sfere di liquore blu, sormontato da un nastro di cioccolato plastico e oro.

“Parmigiana e le sue sfere” è un esercizio di tecnica. Sfere fondenti di purea di melanzane, basilico e mozzarella si alternano al piatto, regalando al palato inattesi e piacevolissime esplosioni di gusto.

“L’eleganza del riccio”, non tradisce il nome. Piatto raffinatissimo dove un gelato salato di ricci di mare incontra le note iodate dell’ostrica, mitigate dalla grassezza ed acidità del kefir. Un capolavoro.

Uno dei piatti più riusciti, dove lo chef  sorprende per la completezza del gusto, è la seppia gigliata ed affumicata al legno di faggio, su una spuma di patate al limone servita con granita di alghe marine. Caldo, freddo, fondente, croccante, tutte le sensazioni in un piatto solo.

Ne “La triglia che abboccò al fegato”, lo chef gioca con le parole, oltre che con i sapori.
Il filetto di triglia su uno spinacino saltato è servito con foie gras vegetale ed un olio di chorizo, è frutto del “periodo spagnolo” del cuoco siciliano.

“C’era un’ape piccolina nel formaggio stamattina”. Gelato di Provola di Montalbano, spuma al miele, crema limone e granita di camomilla.
Qui lo chef, che con la pasticceria vince facile, propone un dolce/non dolce, che conclude un interessantissimo menu degustazione.

 

LO CHEF

Pasquale Caliri, siciliano, si è formato in Alma, l’istituto di alta cucina di Gualtiero Marchesi. I suoi piatti sono l’espressione di una cucina che si destreggia tra tradizione siciliana, innovazione e contaminazione.

Appassionato di cucina d’avanguardia ha ampliato le sue conoscenze presso vari ristoranti in Italia ed in Oriente e negli Stati Uniti d’America.
Tra le collaborazioni più significative quella con il Joia il ristorante milanese di alta cucina vegetariana stellato Michelin. Tra i suoi autorevoli maestri anche il grande pastry Chef Paco Torreblanca.

La sua è una cucina attenta alle “radici” del sapore, raffinata ed essenziale.
Esperienza e maniacale attenzione alle materie prime si traducono in risultati che continuano a “regalare emozioni”.

Dalla Terrazza Caffarelli di Roma è nata la convinzione che il valore della ripartenza post pandemia deve passare per le eccellenze presenti nel territorio. Terrazza Caffarelli ed il suo ristorante possono armonizzare il connubio tra arte, cultura e gastronomia della Capitale.

L’amministratore unico della Bar Banqueting Andrea Azzarone ne ha parlato con un intervento particolarmente significati: «Ora è il momento di dare un messaggio positivo di ripresa del settore turistico. La post pandemia, infatti, sta risvegliando la volontà di molti turisti italiani e stranieri di venire a visitare Roma e, oggi più che mai, è necessario dare un messaggio positivo di ripresa valorizzando le nostre eccellenze del patrimonio culturale ed enogastronomico del Lazio, sostenendo le aziende produttive del territorio. Il turismo – ha continuato Andrea Azzarone – sta tornando e l’attenzione a Roma è posta su musei, monumenti e opere d’arte, ma anche sull’offerta gastronomica. Noi, a Terrazza Caffarelli, abbiamo infatti inserito un menù che sottolinei e valorizzi le eccellenze nel food and beverage del territorio laziale. I prodotti locali, a km 0, possono portare Roma a essere la capitale anche del buon mangiare e del buon bere».

Attraverso l'utilizzo dei tanti prodotti della nostra regione ed accompagnando le bellezze artistiche della città con la cucina propria del territorio, si rafforza ancor di più l'immagine positiva di Roma agli occhi delle migliaia di turisti, con l'obiettivo di valorizzare le ricette della tradizione e della filiera enogastronomica, coinvolgendo aziende rappresentative del patrimonio del territorio laziale e affidando al turismo ristorativo un ruolo trainante per settori fondamentali che generano economia e occupazione nella Capitale.

Presente all’evento anche Lucrezia Ungaro, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale, che ha dichiarato: «Nel post pandemia dobbiamo dare delle risposte nuove al turismo di qualità che c’è a Roma. Queste possono passare dalla cultura, ma anche dalla gastronomia e dalle tecnologie avanzate che ci consentono di offrire al pubblico servizi interessanti, come ricostruzioni tridimensionali di luoghi antichi. Roma, grazie ai suoi panorami speciali e unici, può fornire anche opportunità per un merchandising senza eguali».

Gestita oggi dalla Bar Banqueting, azienda leader nel settore della ristorazione, Terrazza Caffarelli è un luogo esclusivo che si apre sulle bellezze artistiche. Si compone di spazi interni ed esterni che ben si adattano ad eventi da vivere tutto l’anno, il tutto esaltato dai sapori degli Chef di Le Voilà Banqueting, brand che cura in esclusiva tutti i ricevimenti.

Nella splendida cornice del Grand Hotel Des Anglais si è svolto l’evento più atteso della storica kermesse Sanremo DOC in cui la ShowEvent ha assegnato gli InTasteExcellence Awards ad eccellenze italiane dello spettacolo, dell’enogastronomia e dell’industria.
 
La ShowEvent di Alfonso Stagno ha assegnato i riconoscimenti InTaste excellence Awards alle eccellenze italiane nel corso della rassegna Sanremo DOC nella prestigiosa cornice del Grand Hotel Des Anglais. La rassegna curata dal direttore artistico Thomas Cardinali e dalla redazione di InTaste, magazine mensile patinato bilingue distribuito nei migliori hotel e ristoranti,  ha premiato personalità che vanno dallo spettacolo all’industria passando per l’enogastronomia: “Siamo orgogliosi nonostante il covid-19 di essere qui, rispettando tutte le misure di sicurezza, per consegnare dei riconoscimenti a personalità e aziende che nonostante tutto hanno avuto il coraggio di continuare a lavorare ed investire. Questo Sanremo deve rappresentare un nuovo punto di partenza”.
 
 Metis Di Meo, conduttrice Rai e volto di Uno Mattina a Sanremo per il festival, è stata premiata per il suo lavoro con Il Nostro Capitale Umano che ha raccontato i mestieri degli italiani su Rai 2: “Questo premio è stato un onore per me e per tutta la squadra che ha lavorato in condizioni difficilissime durante il covid-19”.  Un altro riconoscimento è andato ad Angela Tuccia, in questi giorni sanremesi inviata di Sanremo Sol come protagonista della prima serie originale Disney Plus prodotta in Italia I Cavaliere di Castelcorvo: “Un grande onore essere stata protagonista di questa prima assoluta, spero di fare presto altri ruoli stimolanti come attrice”.
 
Un riconoscimento speciale è andato anche a Florindo Franco, maestro pizzaiolo della Lievito Madre di Crotone e vincitore dell’ultima edizione de Il Boss delle Pizze che con la sua “napoletana contemporanea” sta contribuendo a rivoluzionare il mondo dell’arte bianca: “Dopo la vittoria de Il Boss delle Pizze questo nuovo riconoscimento tanto prestigioso in una manifestazione durante il Festival di Sanremo, spero di continuare a portare avanti il nome di Crotone in Italia. Lo dedico alla mia famiglia”. 
 
Un altro importante riconoscimento per l’enogastronomia è andato allo chef Lorenzo Giglioli per il suo lavoro con i matrimoni di tanti VIP a partire da quello di George Clooney: “I matrimoni sono sempre dei fantastici momenti e mi è capitato di partecipare ad eventi pazzeschi portando la qualità delle eccellenze italiane per il mondo”. Il distributore di eccellenze enogastronomiche Andrea Aringhieri ha ricevuto un riconoscimento per il suo lavoro di ricerca di materie prime di altissima qualità, dal prosciutto di piccione de Le Follie di Carlo Giusti fino al Chianti della Casa Emma pluripremiata in tutto il mondo: “Ho fatto della ricerca dell’eccellenza un mantra per la mia vita imprenditoriale, sono orgoglioso di distribuire in Italia e nel mondo prodotti unici e spero di trovarne sempre di altri”.
 

DoubleTree by Hilton Trieste, prestigioso hotel in un palazzo storico risalente ai primi del ‘900 nel cuore della città, gestito da HNH Hospitality, ha in programma un calendario di eventi gastronomici. Si tratta di tre serate Wine&Dine tasting presso il Novecento Restaurant, per un viaggio sensoriale alla scoperta delle eccellenze vinicole friulane abbinate a deliziose prelibatezze.

 Gli appuntamenti gourmet consistono in raffinate cene a base di piatti della tradizione friulana, in collaborazione con le più pregiate cantine vinicole del territorio. Le serate si svolgono nella magica location dello storico ristorante Novecento, dall’atmosfera d’antan. Dopo una prima serata a fine luglio in collaborazione con la cantina Guerra Albano Wines, le prossime degustazioni si terranno il 28 agosto, in collaborazione con la Cantina Parovel, l’11 settembre la seconda serata in collaborazione con la Cantina Pighin ed infine il 25 settembre in collaborazione con la cantina Marijan Arman.

Le cene saranno a cura dell’Executive Chef Pasquale Sacco che propone una deliziosa cucina italiana e mediterranea abbinate a ricette della cucina triestina, che rinvia ai sapori della Mitteleuropa di cui la città ha fatto parte per cinque secoli. I piatti, realizzati con materie prime di altissima qualità e di provenienza locale, saranno illustrati agli Ospiti insieme alla scelta del connubio con i rispettivi vini. Sapori intensi, eccellenza e tradizione saranno gli ingredienti delle serate.